Home Razze Il Breton a Caccia
Il Breton a Caccia PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Maggio 2009 10:45

A Caccia col Breton

 

Il Breton si può intanto iniziare tranquillamente a dire nel presentarlo; è nato e vive solo ed esclusivamente per la caccia, la sua terra di origine dove è stato forgiato è la Bretagna, terra di una rusticità e rudezza unica, ricca di zone collinose e boschive, non mancante di vaste zone pianeggianti che in certi periodi dell’anno divengono paludose, a causa delle frequenti ed abbondanti piogge, pianure inframmezzate da lande boscose e selvagge, e spiaggioni adibiti a ricchi ed estesi pascoli.

Luoghi baciati dalla dea Diana eccellenti per la presenza e la sosta della “maga Beccaccia”, ottimi per Beccaccini, starne e fagiani , buoni pure per ospitare acquatici di tutte le specie nonché tortore e colombi, luoghi che ci riportano col pensiero indietro nel tempo nostro più aureo,“per quanto riguarda la caccia” potendo paragonare tale fortunata regione alla nostra cara e amata Maremma di un tempo, oggi definitivamente e per sempre “purtroppo” scomparsa.

Il nostro Epagneul Breton è dunque nato e voluto in questo ultimo paradiso di caccia tutt’ora esistente, forgiato per essere impiegato in boschi estesi ed impenetrabili, in zone dirupate e selvagge, in estese pianure di erbe selvatiche o adibite a colture di medica trifoglio e bolognino, certa la presenza in questi splendidi lidi di numerosa selvaggina con la quale si deve fortunatamente molto di frequente confrontare.

Il Breton è strutturato fisicamente per poter senza eccessivo sforzo e senza cali di rendimento, cacciare dalla mattina alla sera in questi difficili e al tempo stesso fortunati terreni.

La sua altezza è considerata media pur essendo il più piccolo cane da ferma, essendo compresa dai 47 ai 50 cm al garrese, ed è sicuramente l’ideale per garantire eccellente penetrabilità anche nei posti più fitti e dirupati, dove taglie maggiori sarebbero di ostacolo e impiegherebbero maggiori dispendi di energie per muoversi.

La costruzione generale è solida, sta nel quadrato, tipo (COB),testa arrotondata con canna nasale più corta del cranio rapporto 2/3, orecchi piuttosto corti e attaccati alti, torace ben disceso fino al gomito e ben sviluppato nelle tre dimensioni, linea superiore robusta e ben saldata fra le parti che la compongono, rene corto largo e vigoroso, arti con giuste angolature ed appiombi, muscoli ben sviluppati e distribuiti, piedi con dita ben raccolte con suola morbide di giusto spessore, pelo di buona tessitura e ben distribuito, piatto sul corpo e frange ondulate sugli arti. 

L’andatura è di galoppo energico, composto e continuo, con rapido susseguirsi di falcate, raccolte e scattanti come del resto si addice ad un brevilineo, il galoppo in stile di razza Epagneul Breton è inconfondibile, il rapido susseguirsi dei tempi di spinta e battuta, insieme alla compattezza della sagoma del cane tipo ( COB), fanno si che pare rimbalzi sul terreno, “corra in piedi”, i Francesi in maniera poco ortodossa definiscono l’andatura a porcelen, porcellino.

Porcellini a parte il galoppo del Breton non sarà mai allungato sul terreno, infatti durante la fase di galoppo gli arti posteriori assumono una limitata estensione, mai arrivando a scalciare in alto, essendo la loro rotazione come associata in un immaginario cerchio, il risultato di ciò produrrà una buona e resistente velocità, però mai sfrenata e velocissima come ad esempio nel Pointer, poiché sarà contenuta nei predetti limiti dei movimenti articolari.

La cerca nel Breton dovrà essere avida continua ed attenta, pronta ad adeguarsi alla varia natura del terreno, estendendo o riducendo il raggio di azione secondo la morfologia del luogo, come anche la velocità, fa parte poi della psiche consona alla razza Breton interpretare la cerca e la sua velocità secondo l’umore del selvatico e le possibilità olfattive giornaliere, adeguandosi quindi subitamente, qua e nella spiccata passione sta in massima parte il segreto del perché il Breton a caccia risulti essere un eccellente ausiliare e, un motivo più che valido per cui si è tanto diffuso fra i cacciatori italiani.

 

Il Breton a caccia in pianura

 

Il Breton in pianura, negli altopiani estesi, o comunque in ogni luogo aperto può sviluppare una cerca estesa a notevole velocità, tanto da non fare rimpiangere soggetti di altre razze ritenute più veloci. Il terreno coperto con stile brillante e continuo nel tempo, gli permetterà a sera di aver coperto nella ricerca del selvatico una quantità notevole di terreno, tanto da soddisfare qualsiasi esigente cacciatore.

L’intelligenza e la passione permetterà al cacciatore che l’accompagna se allenato e addestrato in modo conveniente “es. allungo”, di far risparmiare notevolmente i passi al conduttore, la sua cerca brillante e continua darà certezza di aver trascurato ben pochi selvatici al suo passaggio.

Le notevoli possibilità per quanto riguarda la potenza dell’olfatto, ne fanno un ottimo cane da starne, pernici e quaglie, non disdegna la lepre con la quale a volte ci si abitua un pò troppo, incontrandola di sovente, a volte prendendo il vizio di rincorrerla a fondo come un segugio e procurando non poche noie al cacciatore.

Negli estesi spiaggioni o in pianura avendo bene in vista il cane durante le varie fasi della caccia, è possibile stabilire con una certa esattezza le possibilità e le doti venatorie del soggetto in esame, come del resto il suo grado di addestramento, indiscusso il diletto che da tutto ciò ne deriva al compagno di passione.

Se i selvatici sono presenti in discreto numero, vista la qualità, è possibile intromettendosi a tempo debito correggere eventuali errori o abitudini dannose, bene fa colui che avendo a disposizione un giovane ausiliare inesperto di caccia, intende iniziarlo nel migliore dei modi, pronto ad intervenire nel bisogno.

Consiglio sempre a tutti di iniziare i soggetti giovani, o ancora non bene addestrati, o semplicemente per rendersi conto delle reali possibilità, infatti portandoli in zone aperte e pianeggianti, abituandoli ad andare incontro al vento, dandogli naturalmente noi l’esempio e gli ordini, questa buona abitudine se assimilata a dovere aiuterà il cane in futuro in qualsiasi luogo si trovi; a cercare a buon vento interrogandolo pipando col tartufo l’aria, nell’intento di percepire il lieve effluvio del selvatico nascosto fra la vegetazione. In pianura il Breton non teme confronti con altre razze più blasonate, solo se ci troviamo in presenza di erbe molto alte il suo sforzo sarà maggiore, ma il suo impegno sarà tanto e tale da destarvi tenerezza.

Il Breton a caccia in Padule

 

La taglia ridotta permette a questo splendido cane di penetrare nei più folti canneti,per natura amante dell’acqua e nuotatore istintivo, ci si trova come a casa sua, la grande passione e la cerca prudente e meticolosa gli permette di venire a capo con i selvatici più ammalizziti e coriacei nel palesarsi in volo, come per esempio i Rallidi “porciglioni e gallinelle”in prima linea,con i quali a volte si confronta in vere e proprie battaglie all’ultima penna.

Ottimo pure per il beccaccino, con il quale se ben abituato trovandolo non solo occasionalmente ma con una relativa frequenza, può dar prova di potenza di olfatto superiore, come di massima prudenza, la distanza con la quale percepisce questo splendido selvatico è veramente notevole e la sua proverbiale capacità di adeguarsi alle esigenze del selvatico, gli permettono di comportarsi in maniera  opportuna e consono all’umore giornaliero del selvatico.

Valido nella ricerca di qualsiasi selvatico di palude, eccelle nel riporto che ha anch’esso istintivo e a fior di labbra, e quale sia l’importanza di un sollecito riporto in posti difficili e pericolosi come il palude, credo sia facilmente intuibile da qualsiasi cacciatore pratico di questi luoghi.

 

 

Il Breton a caccia in Montagna

 

Il nostro magnifico Breton in posti accidentati, scabrosi e dirupati possiede un indubbio vantaggio su qualsiasi altra razza da ferma, la sua costruzione essenziale e possente, il carattere indomito, la passione e la proverbiale intelligenza che gli permette istantanea interpretazione della situazione, fanno del nostro Breton un vero e proprio alpinista.

Veloce e sicuro lo vedremo passare in posti difficili e pericolosi e, più di una volta saremmo costretti a chiudere gli occhi per il timore di vederlo precipitare da posti scabrosi, e che invece lui con la massima disinvoltura e sicurezza li attraverserà come se nulla fosse.

 La resistenza poi al duro lavoro in zone dirupate e rocciose è semplicemente sorprendente, ho personalmente cacciato per giorni in questi duri posti, posti che avrebbero fiaccato in poche ore molti cani, posti che per soggetti di normale possibilità fisiche e mentali avrebbero richiesto un nostro intervento per risolvere difficili situazioni venute a crearsi durante la caccia, come il non riuscire a venir via da una terrazza sospesa nel vuoto o il riattraversare un pericoloso stretto cornicione, i miei Breton non solo non anno mai richiesto un pericoloso mio intervento, ma con la massima sicurezza e prontezza di riflessi sono usciti da qualsiasi pur drammatica situazione e in pochi minuti erano ai miei piedi sani e salvi.

E’ indubbio che razze più corpulenti e pesanti in posti particolarmente dirupati siano più impacciate nei movimenti e durino quindi più fatica stancandosi molto prima, del nostro Epagneul Breton.

Il Breton a Caccia nel Bosco

 

Ho voluto apposta riservare il bosco per ultimo, non certo perché in questo habitat il nostro Breton abbia qualche problema o pecca da nascondere, ma anzi al contrario, perché; se un buon Breton discendente da una ottima corrente di sangue, è come si è visto un più che valido cane, sia in pianura come in palude ed al monte o alta collina, nel bosco, è semplicemente nel suo regno; dove si eleva veramente dalla media e, dove sicuramente possiede una marcia in più.

E’ infatti nel bosco che il Breton a caccia trionfa ed eccelle, è nel bosco che si sentirà veramente come a casa sua, è infine nel bosco dove si riconoscerà nel suo elemento naturale e nel quale darà tutto il meglio di se.

E per bosco intendo un terreno più o meno esteso coperto da piante di alto fusto, in punti con il più fitto, intricato e pungente sottobosco, dove la struttura del corpo del Breton pare disegnata da sapienti mani apposta, è essenziale senza sprechi né mancanze, il muso corto leggermente appuntito, testa rotondeggiante, orecchie piuttosto corte ed attaccate alte, fisico possente da cob con muscolatura ben sviluppata e distribuita nei punti giusti, atto a superare facilmente e senza troppa fatica qualsiasi più duro travaglio, buona copertura di pelo ma non troppo frangioso o ricciuto da fare resistenza al passaggio fra i pruni e nel folto, “quale altra razza può assommare si tanti pregi?”

Nei più folti spineti e marrucai si sentirà a proprio agio, col tempo cattivo, durante i forti geli e con la pioggia insistente di Novembre mostrerà tutta la sua contentezza e gioia di vivere, starà all’avveduto cacciatore cercare di risparmiare e amorosamente asciugare con la massima cura, prima di salire in macchina il proprio compagno di passione, onde non si ammali o non venga troppo sfruttato.

Per la caccia al fagiano il Breton è un ausiliario perfetto, i più furbi e maliziosi galli in autunno quando per fuggire al cacciatore, disegnano i più complicati meandri nella folta vegetazione; vengono bloccati dal Breton molto di sovente a tanaglia, fra il cane e il cacciatore e non hanno così possibilità di fuga, non rimanendo quindi allo scaltro fagiano dalla lunga coda, che palesarsi in volo e sperare in una bella padella da parte del cacciatore. Possiedo da sempre soggetti di una corrente di sangue che quasi in maniera sistematica per dote ereditiera fanno l’aggiramento ai selvatici più indiavolati e maliziosi, manovra che ho visto ripetutamente fare anche in soggetti di correnti di sangue diversa dalla mia, che sia quindi una caratteristica di razza? non posso dirlo con certezza ma ..... fa tanto comodo nella caccia cacciata.

A beccacce poi il Breton è semplicemente magnifico, del resto fin dall’inizio abbiamo visto che per lui la Maga Beccaccia è il selvatico principe, è stato costruito principalmente per lei, la regina delle tenebre, e lui certo non si scorda ne si smentisce.

La cerca veloce ma attenta quell’intrufolarsi nella più folta vegetazione con la massima disinvoltura, coprendo nella giornata immensi spazi, mai domito e sazio di incontri, fa si che se pure per disgrazia e purtroppo oggi capita di sovente, passi anche alcuni giorni senza incontri, il nostro Breton non si mortifica né rallenta la ricerca della regina, che prima o poi cadrà sotto la sua solida ferma.

Una decina di incontri bastano a risvegliare in lui la sua grande naturale passione per lo scolopacide dal becco lungo, starà al cacciatore procurarli a tempo debito, in genere non dovrà poi fare molto di più, del resto la beccaccia il Breton l’ha nel sangue, e la sua proverbiale furbizia lo sorregge al momento di cacciarla.

Ma il Breton a caccia l’ho visto fare ancora di più; sia o non siano cose conformi ai dogmi per un cane da ferma, l’ho visto con i miei occhi recuperare colombi e metterli in fila sotto il palco del padrone, restando rigorosamente nascosto fino a nuovo ordine, l’ho visto recuperare con somma perizia merli e tordi, riportandoli a fior di labbra, l’ho sentito abbaiare a fermo sul cinghiale alla lastra, l’ho visto ricercare ed inseguire la lepre quasi come un segugio, e gli elogi potrebbero continuare all’infinito, ma .... qua io mi fermo poiché non vorrei essere tacciato di partigianeria, in fondo a Napoli c’é un detto che  dice: ogni scarafone è bello a mamma sua, ed io aggiungo ...... che ciò vale sicuramente anche per il su babbo! Già perché se ancora non l’ho detto per me in fondo è ....... quasi un mio bambino, furbo e birichino.

Dimenticavo di dire preso dall’entusiasmo dei tanti pregi, che purtroppo pure per quanto riguarda la razza Breton ci sono degli scarti ed inetti a giro, per cui sarà bene fare delle pazienti ricerche, prima di acquistare un cucciolo cucciolone o adulto che sia, anche se è bene aggiungerlo almeno dai dati emersi dalle mie non poche conoscenze, nettamente inferiori rispetto alle altre razze.

 

Testo di Alessandro Buzzi

Pubblicato su Caccia+

 

 

 
 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner